"Dal "bene al meglio": la scuola adotta i beni confiscati". Il Comune di Bagheria avvia un grande concorso di idee per riutilizzare i patrimoni sottratti ai boss: saranno gli studenti a proporre le soluzioni migliori per dare un volto nuovo ai luoghi di tanti summit criminali e affari di morte. La Icre, l'Industria chiodi e reti confiscata nell'82 a Leonardo Greco - il primo bene sottratto alla mafia con la legge Rognoni La Torre - è già diventata la sede della manifestazione: il 30 aprile, alle 10, ad inaugurarla saranno il vice presidente del Csm Virginio Rognoni (con Pio La Torre, assassinato il 30 aprile 1982, ha dato il nome alla legge sulle confische), il sindaco di Bagheria Giuseppe Fricano, Giuseppe Cipriani, responsabile del Programma beni confiscati del Comune) il prefetto Giosuè Marino, il procuratore Pietro Grasso, il deputato Giuseppe Lumia, componente della commissione Antimafia, don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, e Guido Di Stefano, direttore dell'Ufficio scolastico regionale.
Così, la Icre - il "campo di sterminio di Bernardo Provenzano", come l'ha definita il pentito Antonino Giuffrè - diventa il simbolo del riscatto anfimafia. Il 30 aprile verrà pure inaugurata una mostra sulla quarantennale latitanza del capo di Cosa nostra e allora la Icre sarà anche il luogo delle domande, una soprattutto: "Perché non è stato ancora arrestato Provenzano?". È il tema di "41", fotoinstallazione di Ruggero Di Maggio, Ernesto Oliva e Salvo Palazzolo: una rielaborazione, attraverso parole e tratti di vernice, delle foto del Ros che testimoniano il mancato blitz di Mezzojuso del '95.
Dalla Icre, nuovo simbolo dell'antimafia, parte un messaggio: "C'è una parte cospicua e importante di territorio che sta tornando ai bagheresi", dice Giuseppe Cipriani, ideatore della manifestazione "La scuola adotta i beni confiscati". Nell'elenco dei patrimoni sottratti ai boss mafiosi ci sono ville, appartamenti e terreni. "Questi beni - dice Cipriani - rappresentano una grande occasione per creare nuova coscienza civile ma anche nuove opportunità di sviluppo e occupazione". Per questo, il Comune di Bagheria ha già avviato collaborazioni con la facoltà di Architettura (dipartimento di città e territorio), e con la facoltà di Scienze della formazione, quest'ultima istituirà un laboratorio sullo psichismo mafioso in uno dei beni confiscati. Il Comune e il Distretto sanitario di Bagheria hanno poi varato un progetto per la prevenzione e la cura delle tossicodipendenze che avrà il suo centro proprio in uno degli immobili appartenuti alla mafia: darà lavoro a 30 giovani.
Il 30 aprile sarà una giornata di riflessione ma anche di festa per Bagheria: la Icre sarà animata dalle scolaresche, poi al pomeriggio, musica e rappresentazioni teatrali.
26.04.2004

 



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