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Bagheria:
lo Stato confisca
e poi dimentica
Pippo Cipriani, ex sindaco di Corleone, adesso consulente a Bagheria
per i beni confiscati
LA MAFIA RINGRAZIA
di Salvo Palazzolo
Il primo bene confiscato alla mafia, nell´82, è diventato
un monumento all´impunità. È a Bagheria. Si
può visitare, ma a distanza. La Icre, Industria chiodi e
reti del boss Leonardo Greco, dovrebbe essere dello Stato. Ma lo
Stato non ne ha preso mai possesso. Dentro quel recinto opera piuttosto
un´azienda fantasma, con escavatori e camion. Chi è
il titolare di questa azienda? Il Comune ha deciso di avviare un´indagine.
Greco è in questi giorni a Bagheria, grazie a una licenza
premio: il suo caso finirà in commissione antimafia.
A scoprire l´azienda fantasma è stato il nuovo consulente
del sindaco di Bagheria, Giuseppe Cipriani, ex primo cittadino di
Corleone: sarà lui a occuparsi dell´ufficio beni confiscati,
un progetto ambizioso per restituire ai bagheresi quella parte di
città - ed è davvero grande - che in questi anni la
magistratura ha sottratto alla mafia. Come primo atto, Cipriani
ha avviato un sopralluogo sui beni confiscati, assieme ai tecnici
comunali e alla polizia municipale. Si è cominciato dalla
Icre. L´azienda che il pentito Giuffrè ha chiamato
il "campo di sterminio" della mafia di Provenzano è
appena oltre lo svincolo della Palermo-Catania, prima strada a destra
dopo poche centinaia di metri. Quell´area, ufficialmente dello
Stato, è occupata abusivamente.
"Nessuno può pensare di appropriarsene - dice Cipriani
- la mafia vorrebbe proseguire la sua signoria, non lo consentiremo".
Il Comune ha un progetto ben preciso per la Icre: il "campo
di sterminio" dovrebbe diventare un grande parco giochi per
i bambini. "Bagheria vuole prendere una posizione chiara nei
confronti della mafia", aggiunge Cipriani: "Il giudice
che ha concesso il permesso a Leonardo Greco spera in suo riadattamento
sociale. Ben venga, sappia però Greco che la società
bagherese oggi è cambiata, non è più quella
di un tempo in cui i boss andavano a braccetto con i rappresentanti
delle istituzioni e della società civile".
Il deputato diessino Giuseppe Lumia annuncia che porterà
il caso in commissione Antimafia: "Le due licenze concesse
al luogotenente di Provenzano hanno dell´incredibile - dice
- è impensabile che un boss di quel livello si possa reinserire
nella società. L´unico reinserimento è all´interno
dell´organizzazione criminale". Lumia si chiede "perché
non ci si scandalizzi per i permessi a Greco, così come si
fa per la scarcerazione dei collaboratori di giustizia".
Ieri mattina "Repubblica" ha chiesto all´ufficio
stampa del ministro della Giustizia Roberto Castelli una dichiarazione
sulla vicenda. Il ministro ha scelto di non commentare.
Leonardo Greco è arrivato a Bagheria domenica e ci resterà
per dieci giorni. A lui lo Stato ha confiscato anche un grande appezzamento
di terreno sul monte Catalfano. Il Comune sta già pensando
di realizzarci un parco naturalistico. "Un altro progetto cui
teniamo molto - spiega Cipriani - è ad Aspra, dove sono stati
confiscati alcuni appartamenti a Francesco Pastoia, l´autista
di Provenzano: lì nascerà una colonia estiva".
Il sindaco di Bagheria, Enzo Fricano, pensa a un consorzio con gli
altri Comuni della zona. C´è da riprogettare quella
parte di città che Greco, Provenzano e gli altri avevano
costruito a propria utilità. Provenzano continua a trarne
vantaggio. Dicono che si nasconda ancora da quelle parti.
da "La Repubblica" - Palermo
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