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Silvio
Berlusconi ha sempre negato di aver conosciuto Renato Squillante
prima del 1987, e ha sempre negato di averlo avuto, nella veste
di indagato o di imputato, come giudice. Ecco alcune dichiarazioni
rilasciate in interviste
o in sedi ufficiali.
Silvio Berlusconi 24 maggio 2003 - Lussemburgo - conferenza
stampa "Il pm Paolo Ielo ha preso visione di tutti i procedimenti
che Squillante aveva nel suo ufficio. Non ce ne era uno che riguardasse
né Silvio Berlusconi, né il mio gruppo e neanche lo
studio Previti. Quindi, perché si sarebbe dovuto fare un
versamento a qualcuno che si occupava di cause assolutamente estranee
a interessi del mio gruppo? E' una pura follia".
Silvio Berlusconi 17 giugno 2003 - Milano - dichiarazione
spontanea al Tribunale di Milano "C'è un secondo capo
di imputazione che riguarda il fatto che, secondo l'accusa, ci sarebbe
stata una situazione a Roma per cui il capo della sezione istruzione,
diventato poi capo dell'ufficio Gip, dottor Squillante, sarebbe
stato a disposizione, ricevendo in cambio del denaro per addomesticare,
diciamo dei processi. Dico subito che non sono stati trovati quei
processi e che non c'era nessun giudice, né il dottor Squillante,
né i suoi collaboratori avevano processi che potevano riguardare
direttamente o indirettamente, personalmente o societariamente la
mia persona".
Silvio Berlusconi 17 giugno 2003 - Milano - dichiarazione
spontanea al Tribunale di Milano "Nella trascrizione delle
intercettazioni del bar Mandara capitano degli errori. Perché
si fa dire al dottor Squillante che si apprestava a chiedere un
appuntamento con il dottor Berlusconi ad Arcore. In un primo momento
pensai che volesse chiedere, come fecero molti giudici, di partecipare
alle elezioni come candidato al Senato (...) Ma io posso affermare
senza tema che qualcuno mi possa smentire che io non ho mai ricevuto
una telefonata dal dottor Squillante, né ho mai avuto un
appuntamento né ad Arcore, né a Milano, non ho mai
incontrato il dottor Squillante. Avevo avuto occasione di conoscere
il dottor Squillante alcuni anni prima nella sua qualità
di consigliere giuridico del Presidente del Consiglio (in realtà
della Repubblica ndr.)".
Silvio Berlusconi 4 settembre 2003 - Costa smeralda - intervista
al settimanale inglese "Spectator" "Perché
il mio gruppo dovrebbe pagare Squillante se non c'era una mia sola
causa che lui aveva per le mani? Tutte le mie cause erano a Milano,
non a Roma. Perché la mia società dovrebbe pagare
Squillante? Non è provato niente. La mia azienda ha semplicemente
pagato delle parcelle a degli avvocati, i quali a Roma avevano un
sistema di conti avanti e indietro con la Svizzera, a cui partecipava
tutto il settore dei giudici romani. Non dico che questo è
corretto, ma noi eravamo del tutto estranei. E per quanto riguarda
Squillante, non aveva un processo che mi riguardava. Perché
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Se
soltanto avessi ricordato avrei evitato di dire fesserie"
"Tutto vero, mi chiedo
perché il Cavaliere
non se lo ricordi"
di CARLO BONINI

Il giudice Renato Squillante
ROMA - Renato Squillante fissa le due pagine di verbale, bofonchia.
"Silvio Berlusconi... Cesare Previti... Gesù! E questo
sono io. E questa è la mia firma... e guarda la calligrafia
di Concetta Ialuna, la mia assistente....".
Il verbale
è del maggio 1984. Lei ha sempre detto di aver conosciuto
Silvio Berlusconi nell'87. Non sembra che sia così.
"Giuro sulla testa dei miei figli che questo interrogatorio
mi era passato di mente. Zero. Ricordo zero. Ora che lo vedo...
Ma sì, Monte Cavo, i sigilli di sequestro, la foresta di
antenne dietro un piccolo cancello di accesso. Ma guarda un po'
te. Se soltanto avessi ricordato, avrei evitato di dire delle
fesserie".
E come mai
quell'incontro con Berlusconi imputato le è passato di
mente?
"I giudici sono come i preti nel confessionale. Io ne vedevo
passare a centinaia. Vuole che mi ricordi tutti i nomi?"
Berlusconi
non è un nome qualunque.
"Oggi. Nel 1984 era un signor nessuno".
Era il signor
tv. Stava acquisendo nuove reti e si preparava a conquistare una
fetta di etere. Non aveva bisogno di guai con le antenne. O no?
"Guardi, quegli anni erano un casino".
Lei comunque
lo prosciolse.
"Fu una perizia tecnica a definire il processo. Gli esperti
mi dissero quali ripetitori interferivano e quali no. Quelli di
Canale 5, evidentemente, non interferivano. Comunque, lo ripeto,
non c'erano motivi per cui mi dovessi ricordare di aver avuto
Berlusconi come imputato. Anche perché solo un pazzo potrebbe
pensare di nascondere una circostanza di cui esiste una traccia
documentale come questa. Per giunta, a costo di incassare una
cocente smentita come questa che adesso mi ritrovo davanti agli
occhi. E io pazzo non sono".
Forse però
qualche motivo per ricordare lo aveva Berlusconi. In fondo, un
imputato non dimentica il giudice che lo proscioglie. Non trova?
"In effetti. Già, perché Berlusconi non lo
ha ricordato? Quello è andato a dire ovunque che non è
mai stato mio imputato.... E mi chiedo anche perché non
lo ha ricordato Previti".
Io lo chiedo
a lei.
"Boh".
Un'ultima
cosa. Lei interroga Berlusconi nel maggio '84 e nel novembre accende
in Svizzera il conto "Rowena". Una coincidenza?
"Per carità, non diciamo fesserie. Il processo a Berlusconi
per le antenne di Monte Cavo e "Rowena" non hanno nulla
a che spartire. Aprii il mio primo conto in Svizzera nell'82 insieme
a mio suocero e si chiamava "Cammeo". Rowena ne fu la
logica conseguenza, perché vi furono travasate tutte le
disponibilità di Cammeo. Non una lira in più, come
dimostrano gli atti processuali".
(14 settembre 2003)
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