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La
seconda parte dell'intervista
di Berlusconi a "The Spectator"
e a "La Voce di Rimini"
"Mussolini?
Non uccise nessuno"
A proposito di Saddam ...e Mussolini Giornalisti inglesi: ma Bush
e Blair le dissero che Saddam aveva armi che in 45 minuti erano in
grado di colpire l'Occidente?
Berlusconi: "Su questo non ho parlato direttamente con loro.
Io sinceramente ritengo che può essere discussa o meno l'opportunità
di un'azione militare. Ma certamente c'è il grande problema
dei rapporti dell'Occidente con la comunità musulmana, con
la regione Mediorientale. Il fatto è che in Medio Oriente non
c'è democrazia e credo che sia importante che nel futuro ci
sia una democrazia. Giudico positivo un intervento che ha posto termine
ad una dittatura e che può essere paradigmatico per tutta la
regione. Capisco la difficoltà di insegnare la democrazia ad
un popolo che per quasi quarant'anni ha conosciuto solo la dittatura
e non conosce altro sistema che la dittatura..."
Interviene Nicholas Farrell: "come l'Italia..."
Berlusconi: "Lasciamo stare, era una dittatura molto più..."
"Benevolent" dice Nicholas Farrell in inglese - "benigna"
traduce l'interprete del presidente del Consiglio.
Riprende Berlusconi: "Sì, Mussolini non ha mai ammazzato
nessuno, Mussolini mandava la gente a fare vacanza al confino".
E aggiungono i giornalisti inglesi: "in posti che adesso sono
luoghi di vacanze esclusivi".
Riprende Berlusconi: "A parte questo, qui il discorso diventa
più ampio: qui siamo di fronte ad un nuovo scenario mondiale.
E' finita la contrapposizione dell'Occidente con il patto di Varsavia.
Ora la federazione russa ha deciso, attraverso Putin, di far parte
dell'Occidente, questo è un grande fatto...
Il
Lodo Maccanico e il ribaltone del 1994
Berlusconi: "Ho avuto qualcosa come più di 500 visite
della guardia di finanza, più di novanta indagini, cosa si
deve pensare di fronte ad una cosa di questo genere? Qual è
il rimedio? Ci sono intere procure, come Milano e Palermo, che non
fanno altro che inventarsi teoremi contro di me. Qual è il
rimedio? Io devo governare o rispondere a tutte queste accuse continue?
O governo o rispondo alle accuse. Solo l'8 per cento degli italiani
si fida della magistratura, anche a sinistra capiscono che la magistratura
è politicizzata. L'unico rimedio che sembrava possibile era
dire: capo dello Stato, presidente del Consiglio, presidenti di Camera
e Senato e il presidente delle Corte Costituzionale hanno sospesi
i processi per il periodo in cui sono al servizio dello stato. Sospesi,
non chiusi. In Francia e Spagna è la stessa cosa. Io ero contrario
a questo provvedimento anche perché mi restava solo un processo,
li altri li ho vinti tutti, ma stavano facendo quello che hanno fatto
nel 1994. Nel 1994 il mio governo è caduto perché mi
hanno accusato di corruzione e poi io sono stato assolto in appello
e in cassazione, dopo sei anni, per non aver commesso il fatto. Eppure
hanno fatto cadere il mio governo con quelle accuse. Perché
il capo dello Stato di allora (Oscar Luigi Scalfaro, ndr) ha chiamato
Bossi e gli ha detto "guarda che è sicuro che Berlusconi
cada e ti porta con lui nel baratro" e Bossi (che fece il famoso
"ribaltone", ndr) poi me lo ha raccontato. E quindi hanno
cambiato la storia d'Italia non attraverso la verità ma attraverso
delle accuse false, Adesso gli stessi giudici, della stessa procura
fanno la stessa cosa con un'accusa falsa sulla Sme, dove io ho detto
che voglio la medaglia d'oro perché Prodi aveva svenduto tutto
della Sme, e questo verrà fuori. Quindi il lodo Maccanico è
sembrato un rimedio condiviso da tutti, anche dal capo dello Stato".
Le armi di distruzione di massa
"Non voglio entrare in questa discussione. Io in diverse dichiarazioni
pubbliche ho sostenuto che non si sarebbero trovate le armi di distruzione
di massa. Io se fossi stato Saddam avrei fatto sparire le armi di
distruzione di massa. Qualcuno di autorevole ha detto a Saddam che
avrebbe impedito il voto del consiglio di sicurezza dell'Onu. Le ha
eliminate perché era convinto che non ci sarebbe stato l'attacco.
Che non ci sarebbe stato il voto del consiglio di sicurezza. Quando
Bush ha deciso l'azione di guerra sono stato con lui. ... Comunque
Saddam ha eliminato le armi o le ha mandate all'estero. Le armi aveva
perché le ha usate contro l'Iran e contro i curdi. Aveva gli
specialisti in grado di fabbricarle".
L'opinione pubblica occidentale e' stata ingannata?
"Questo non lo posso dire, non conosco le cose in maniera tale
da dare un giudizio. Io ho una grande stima di Bush e Blair. A tutti
e due riconosco una grande sincerità nei rapporti interpersonali.
Io credo a quello che loro mi dicono. Gli credo perché li guardo
negli occhi: quando dicono sì è sì, quando dicono
no è no. Io Credo a loro due.
L'invito dei soldati in zone di guerra
"Io ho detto subito a Bush: per la mia Costituzione, se non c'è
un voto delle Nazioni Unite, io non posso inviare i soldati. Ho una
legge costituzionale che mi impedisce di inviare le truppe senza l'autorizzazione
delle Nazioni Unite. Quando la guerra è fatta, io posso però
operare per il mantenimento della pace e ho mandato subito 3000 uomini.
Siamo il terzo paese del mondo per il numero di uomini impegnati in
operazioni di peace keeping".
Andreotti, Dell'Utri e la frase sui giudici
Domanda di Boris Johnson: "Andreotti è un mafioso?"
Berlusconi: "Ma no, ma no, è troppo intelligente".
Boris Johnson: "E' legato con la mafia?"
Berlusconi: "Ma no ma no, e guardi che non è un mio amico.
E' a sinistra. Il giudizio su Andreotti è un giudizio su 50
anni di storia italiana. Hanno montato questa storia per dimostrare
che la democrazia cristiana, che è stato il principale partito
italiano per 50 anni non era un partito etico, ma vicino alla criminalità".
Boris Johnson: "E Lima?"
Berlusconi: "Non lo so, Facevo un altro lavoro, ero un imprenditore
e non leggevo le cose di quegli anni"
Nicholas Farrell: "Dell'Utri è suo amico..."
Berlusconi: "Io su dell'Utri metto la mano sul fuoco. Non ha
nessun rapporto di nessun tipo con la criminalità. Perché
è un cattolico, un credente, un uomo di cultura, ha una straordinaria
famiglia, ha un padre che era un dirigente benestante di un'azienda
americana. E' nato ha Palermo. A Palermo la nostra magistratura comunista,
di sinistra, ha creato un reato, un tipo di delitto che non è
nel codice. E' il concorso esterno in associazione mafiosa. Cosa vuol
dire: che se uno non fa parte della banda, ma in qualche modo parla,
chiacchiera... Io le domando: se un cittadino del Nord va in Sicilia
e parla con una persona che lo accoglie in casa, che lo saluta, se
questa persona è libera e non è nelle prigioni italiane,
questo cittadino del Nord è obbligato a sapere che questa persona
è un mafioso? Se non lo sanno i giudici che sono lì
e che non lo mettono in galera, come fanno a saperlo gli altri? Non
c'è bisogno che si prepari un delitto, non c'è bisogno
che ci sia un reato. Non solo: non c'è stato delitto e non
è stato progettato, basta il fatto che lui mi abbia telefonato
per essere incriminato. Il presidente della regione Sicilia è
accusato di questo reato, che non c'è nel codice, perché
un mafioso ha telefonato ad un suo collaboratore chiedendo la nomina
di una persona a direttore di un ospedale. La nomina non è
avvenuta, quindi la telefonata non ha avuto esito. Quindi, per il
semplice motivo che il suo collaborate ha parlato al telefono per
tre volte con un mafioso, che insisteva, questo è accusato
di concorso in associazione mafiosa. Ma è una follia. Questo
dovete capire: che questi giudici sono matti due volte. Uno perché
sono politicamente così, due perché sono matti loro.
Per fare quel mestiere bisogna avere delle turbe mentali, bisogna
avere dei disturbi psichici. A me non verrebbe mai in mente di fare
quel mestiere, se lo fanno è perché sono antropologicamente
diversi. Non so se mi spiego".
L'economist e il conflitto d'interessi
"Ho detto che non avrei letto l'Economist e lo avrebbero fatto
i miei legali. E non l'ho fatto neppure quando è stato pubblicato
in Italia dal giornale del partito comunista "L'Unità"
e dall'"Espresso" del gruppo De Benedetti. L'Economist ha
commesso un grande, fondamentale, errore, scambiando le guardie per
i ladri. Ha semplicemente sbagliato. Ha preso le guardie della democrazia
e della libertà per i ladri, e ha preso i ladri per guardie.
Ha confuso i ruoli. Semplicemente questo. L'Economist, analizzando
l'Italia, ha avuto dei suggeritori interessati che hanno ribaltato
il nero per il bianco. L'Economist ha scambiato le guardie, cioè
noi che lottiano per la democrazia, la libertà, per l'etica
in politica per ladri. Io mi vanto di non aver preso una lira dalla
politica, ma ne spendo. Da quando sono in politica non oso telefonare
al mio gruppo, perché una sola centralinista lo può
dire fuori. Dal '94 sono stato fortunato perché ho avuto fantastici
manager, miei amici, e fantastici dipendenti, non ho mai licenziato
nessuno e non ho avuto un'ora di sciopero e sono arrivato ad avere
46.000 dipendenti. Entrando in politica ho avuto solo guai. Anche
qui, il conflitto d'interessi è al contrario. Perché
ho dovuto vendere tutto il mio sistema di grandi magazzini perché
i comunisti non venivano più a comperare da me. C'erano delle
associazioni "Boicotta Berlusconi" e non mi davano più
licenze. Perché gli amministratori locali di sinistra non me
le davano perché ero Berlusconi, a quelli di destra non lo
chiedevo io e i miei non le chiedevano perché avevano paura
del conflitto d'interessi. Quindi i miei figli hanno deciso di vendere.
Avevo delle reti televisive, avevo la televisione a pagamento, che
ho dovuto vendere..."
I soldi per Squillante
"Non è provato niente, La mia azienda ha semplicemente
pagato delle parcelle a degli avvocati, i quali a Roma avevano un
sistema di conti avanti e indietro con la Svizzera, a cui partecipava
tutto il settore dei giudici romani. Non dico che questo è
corretto, ma noi eravamo del tutto estranei. E per quanto riguarda
Squillante non aveva un processo che mi riguardava, perché
il mio gruppo doveva pagare Squillante se non c'era un solo processo
in cui Squillante aveva le mani dentro? Tutti i processi li avevamo
a Milano. due-tre processi, cause normali. Gli italiani mi credono
e non credono ai giudici. Questo è il risultato: mi hanno votato,
ho vinto le elezioni con questo processo già in piedi. Gli
italiani hanno creduto a me e non ai miei accusatori".
Berlusconi come innovatore della politica
"Io francamente credo che sarebbe una cosa positiva se in ogni
paese nella politica potesse entrare aria nuova. Apportatrice di esperienze
diverse. Ma aggiungo subito che non sono solo io, ma la gran parte
dei deputati e senatori italiani che sono venuti con me provengono
tutti dalla vita delle professioni, delle imprese, dalle Università.
In Italia c'è stata una situazione particolare perché
è stata eliminata tutta la precedente classe politica. E' rimasta
soltanto la sinistra. Si è creata una situazione unica, che
non si è vista negli altri paesi occidentali, un caso eccezionale.
Dopo di che le posso dire che per chi non ha fatto politica è
un grande sacrificio adattarsi alle istituzioni della politica. Per
me non potere agire con la libertà dell'imprenditore è
sempre una diminuzione. Certe volte è drammatico perché
io vedo quello che si potrebbe fare ma non posso farlo. Mentre molto
spesso nell'imprenditore tra la decisione e la realizzazione c'è
una linea retta, in politica c'è un blocco bizantino, un arabesco".
Da "La Voce di
Rimini"
e "The Spectator"
11 settembre 2003 |
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