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"Signori
racconto me stesso,
racconto Berlusconi"
Pubblichiamo ampi stralci dell'intervista di Boris Johnson e
Nicholas Farrell pubblicata ieri dalla Voce di Rimini e da The Spectator.
La vera anomalia italiana (...) La realtà italiana
è che è una democrazia assoluta con delle anomalie.
Una è che abbiamo un'opposizione che non è del tutto
democratica perché è fatta di persone che furono comunisti
e protagonisti del partito comunista italiano che era stalinista
in origine. Un'altra anomalia che all'estero non è conosciuta
è che abbiamo una magistratura estremamente politicizzata.
E la terza anomalia è che c'è una enorme disinformazione
da parte della stampa. Basta leggere La Repubblica, basta leggere
L'Unità - sono quotidiani completamente al servizio della
Sinistra. Se leggete L'Unità penserete di star vivendo sotto
una tirannia. (...)
La cospirazione della sinistra (...) Successe che nel 1992,
dopo la caduta del Muro di Berlino, il partito comunista era stato
sconfitto dalla storia, non fu processato per la complicità
morale con i crimini del regime comunista - che loro avevano sempre
appoggiato, dalla Cambogia a Fidel Castro a Milosevic - e venivano
appoggiati perché la sinistra ha sempre avuto un'attrazione
fatale per la dittatura, sapete, e non furono portati in tribunale
perché la Sinistra fece infiltrare i suoi uomini in tutti
i punti nodali dello stato, cioè le scuole, i giornali, le
stazioni tv, la magistratura, nel sistema nervoso centrale dello
stato. (...) Usarono le loro infiltrazioni non per essere processati,
ma per portare in tribunale tutti gli altri partiti, a cui la storia
aveva dato ragione. Sono entrato in politica con grande dispiacere,
ma nel 1994 ho pensato che l'estrema Sinistra sarebbe stata un disastro
per l'Italia. I partiti della Sinistra controllavano il 34% dei
voti, ma avevano più dell'80% delle poltrone in Parlamento
perché gli altri partiti, quei cinque partiti che avevano
governato l'Italia per 50 anni, erano distrutti. Ero l'uomo più
popolare in Italia perché ho creato la tv commerciale dal
niente ed ero un importante uomo d'affari, perché ero un
uomo di sport con molte vittorie. Avevo cinque squadre e non solo
di calcio, ma di hockey, pallavolo, rugby ed erano vittoriose in
tutti i campionati italiani e mondiali. (...) Ero alla guida di
un movimento popolare, e la gente lo diceva, tu sei la nostra sola
speranza di non avere un governo di sinistra.
L'invidia dei commentatori Credo ci sia un elemento di gelosia
in ognuna di queste persone perché non riesco a trovare un'altra
spiegazione. Tutti questi giornalisti - Biagi, Montanelli - erano
più anziani di me e credevano di essere loro quelli importanti
nel nostro rapporto. Poi il rapporto si è capovolto e io
sono diventato ciò che loro stessi volevano essere. Dunque,
dato che loro non mi sono politicamente affini, si è sviluppato
un sentimento irrazionale tra giornalisti italiani molto famosi.
"Meglio della Thatcher" Sono un grande ammiratore
della Signora Thatcher, ma ho letto nella sua biografia che nei
suoi primi 4 anni lei ha compiuto molto poco. Ho grandi difficoltà
con il sistema bicamerale italiano, e devo discutere qualsiasi cosa
con i miei compagni di coalizione. Il Primo Ministro italiano non
ha il potere di Tony Blair. Io ho solo il potere di persuasione
morale. Non posso licenziare un ministro o un sottosegretario, ed
è quasi un miracolo che sia stato capace di fare ciò
che ho fatto. Ho ereditato uno stato non solo con il debito pubblico
più alto in Europa, al 105% del nostro Pil, e il 6% di quel
Pil va nel ripianare il nostro debito, e questo ha un fortissimo
impatto sul nostro margine di manovra. Ma ho anche ereditato un
paese vecchio nelle sue strutture e nelle sue istituzioni. (...)
Ho garantito le condizioni in cui ci saranno un milione di nuovi
posti di lavoro. Stiamo provando a togliere persone dal mercato
nero e regolarizzare il loro impiego. (...). Ho presentato un vasto
programma di opere pubbliche, del valore di 125 miliardi di euro,
comprendendo 125 opere di maggior importanza delle quali 6 sono
epocali, come il ponte a Messina e la barriera a Venezia. Sono già
riuscito a digitalizzare la nostra pubblica amministrazione e a
rendere il nostro mercato del lavoro il più flessibile in
Europa. Ebbene sì, è più flessibile di quello
inglese, ora. (...)
La guerra in Iraq Abbiamo avuto molti dubbi sulla necessità
di questa guerra, e abbiamo cercato di evitarla, ma quando abbiamo
visto che gli Stati Uniti e l'Inghilterra, nostri tradizionali alleati,
avevano deciso di fare la guerra, noi siamo stati solidali nei loro
confronti. Facciamo l'esempio di un nostro fratello che si lancia
in un affare dopo che per tre mesi gli abbiamo chiesto di desistere
- beh, è mio fratello, e lo appoggio, anche se non al punto
di pagare le sue perdite! E io ho fatto lo stesso con gli Stati
Uniti. Siamo vivi oggi grazie agli Stati Uniti. Furono loro a liberarci
dal nazismo e dal comunismo e ad appoggiare la nostra crescita economica.
Abbiamo vissuto per 50 anni sotto la loro ala protettiva perché
spesero il 4% del loro Pil per proteggerci contro l'Unione Sovietica,
e noi abbiamo speso solo l'1.5% del nostro Pil. dunque abbiamo un
senso di gratitudine che è assoluto, assoluto. é stato
difficile appoggiare la guerra perché avevo l'intera Sinistra
contro di me, ma ho tenuto la linea. Ho detto immediatamente al
presidente Bush che mi era costituzionalmente vietato mandare truppe
senza una seconda risoluzione dell'Onu, ma abbiamo mandato 3000
soldato ora per aiutare la democrazia e mantenere la pace. (...)
I ricordi del G8 Ho avuto l'occasione di essere presidente
dei G8 a Genova nel 2001, ed ero l'ospite della cena, provando a
portare ognuno dentro la conversazione, e stavo facendo battute
come al solito. Ho chiesto a Schröder delle sue esperienze
con le donne, dato che è stato sposato quattro volte, e l'ho
fatto ridere. E dopo poco ho deciso di spostare la mia sedia dal
tavolo e lasciarli parlare, ed ho visto Blair scherzare con Chirac,
e Putin scherzare con Bush, e io stavo scherzando con tutti, ed
improvvisamente ho pensato, guarda, eccomi qui, un uomo che ha vissuto
sulla sua pelle la II Guerra Mondiale, essendo nato nel 1936. Ho
visto mio padre vestito da soldato, e ho pensato, che mondo meraviglioso.
Potrebbe essere così bello. Che mondo diverso lasceremo ai
nostri figli. All'inizio del nostro secolo, del nostro millennio!
Che meraviglia! Mi è sembrato quasi incredibile, perché
quando ero un bambino, conoscevo il comunismo. Ero a scuola dai
Salesiani vicino a Milano, e alcuni preti che erano fuggiti superando
la cortina di ferro vennero a trovarci, e ci dissero del terrore.
Sapevo che all'età di 12 anni che il comunismo era l'oppressione
più inumana e criminale nella storia dell'uomo. (...) Ero
felice e ho pensato che avremmo lasciato ai nostri figli una prospettiva
di un mondo pacifico - poi venne l'11 settembre e l'attuale situazione
di terrorismo e fondamentalismo. Così (...) all'ultimo G8
abbiamo discusso il Nuovo Ordine del Mondo, che comprende un occidente
che è straordinariamente forte paragonato al resto del mondo;
e abbiamo promesso varie volte di dare ai poveri del mondo cibo,
acqua, educazione, sanità. (...)
Gheddafi ha paura Vi dico la verità, se vivessi in
un paese dove non ci fossero le elezioni, diventerei un rivoluzionario,
se non un terrorista. E questo è perché io amo troppo
la libertà, e senza libertà un uomo non è un
uomo. Non ha dignità. E così oggi siamo capaci, con
Russia e America insieme, di guardare a tutti gli stati del mondo,
e valutare la dignità di tutta la gente del mondo, e possiamo
dar loro dignità e libertà. Sì! Con la forza
se necessario! Perché è l'unico modo di mostrare che
non è uno scherzo. Abbiamo detto a Saddam, fallo, o noi arriviamo,
e siamo arrivati e l'abbiamo fatto. Non posso dire da quale paese
mi è arrivata una telefonata nei giorni scorsi, ma mi ha
chiamato un importante leader e mi ha detto: "Farò qualsiasi
cosa gli americani vogliano, perché ho visto cosa è
successo in Iraq, e ho avuto paura". (Il portavoce di Berlusconi
ha indicato che il leader in questione era il Colonello Gheddafi).
(...)
Le critiche dell'Economist L'Economist ha fatto un grande
e fondamentale errore confondendo le guardie con i ladri. Ha preso
i protettori della democrazia e della libertà per i ladri,
e ha preso i ladri per le guardie. Ha mescolato tutto. Non ho mai
guadagnato un soldo nella mia vita dalla politica. Ho messo i miei
soldi nella politica, sì, per finanziare Forza Italia. Non
oso telefonare al mio gruppo perché un solo operatore telefonico
potrebbe dire "Berlusconi sta chiamando". (...)
Il lodo Berlusconi Soltanto l'8% degli italiani ha fiducia
in questa magistratura. Questo è perché hanno capito
ciò che l'Economist non ha ancora capito. Soltanto l'8%.
Dunque questo (il Lodo Berlusconi, ndr) è sembrato il solo
possibile rimedio - non casi chiusi ma sospesi durante il periodo
di servizio allo stato. Io ero contro. Non lo volevo, ma quando
mi dicono - ho vinto tutte le mie cause, eh, solo una è rimasta
- che i giudici di Milano stanno facendo esattamente quello che
hanno fatto nel 1994 - nel 1994 il mio governo cadde perché
mi accusarono di corruzione, poi fui prosciolto per sei anni. Ma
fecero cadere il mio governo per quello.
La corruzione dei giudici Per quanto riguarda il denaro, niente
è stato provato, in relazione a noi, in relazione alla mia
azienda, cosa è stato dimostrato è solo il pagamento
delle parcelle agli avvocati che a Roma avevano in sistema di conti
bancari per e dalla Svizzera in cui tutti i giudici romani avevano
partecipato. Non sto dicendo che questo fosse corretto, sto solamente
dicendo che noi non abbiamo nulla a che fare con questo, e in ogni
caso, questo Squillante non era coinvolto in un caso che coinvolgeva
me. Perché il mio gruppo dovrebbe pagare Squillante se non
c'era una mia sola causa che lui avesse per le mani. Tutte le mie
cause erano a Milano, non a Roma. Perché la mia azienda dovrebbe
fare dei pagamenti a Squillante? Squillante non era un giudice in
nessuna delle nostre cause, quindi non capisco come sia successo.
Gli italiani credono in me e non credono ai giudici. Ho vinto le
elezioni con questa causa già avviata, con tutta la tv contro
di me. Gli italiani hanno creduto a me e non hanno creduto ai giudici.
Credo che l'80% dei giornalisti siano di sinistra, e abbiano rapporti
molto stretti con l'informazione estera, e hanno tutti un club a
Roma. Non concedo conferenze stampa all'informazione estera perché
loro la usano solo come opportunità per attaccarmi. Non prendono
in considerazione cosa faccio o dico. Scrivono ciò che c'è
già nella loro testa. (...)
I giudici sono matti Andreotti era mafioso? Ma no, ma no.
Andreotti è troppo intelligente. Guardate, Andreotti non
è mio amico. Lui è di sinistra. Hanno creato questa
menzogna per dimostrare che la Democrazia Cristiana che è
stata per 50 anni il partito più importante nella nostra
storia non era un partito etico, ma un partito vicino alla criminalità.
Ma non è vero. È una follia! Questi giudici sono doppiamente
matti! Per prima cosa, perché lo sono politicamente, e secondo
sono matti comunque. Per fare quel lavoro, devi essere mentalmente
disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro
è perché sono antropologicamente diversi dal resto
della razza umana.
L'Unità, 4.9.2003
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