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Un museo dedicato
a Frank Capra
Bisacquino omaggia la sua star
Trent´anni fa la visita del regista
nella sua città natale. Ora il Comune gli intitola quattro
sale del Convento e un capitolo nella guida del paese
Le sue opere insignite di tre Oscar Fu il primo autore di Hollywood
che ebbe il privilegio di vedere il nome anteposto al titolo del
film
di CLAUDIA BRUNETTO
"Il
regista italoamericano Frank Capra torna per una breve visita al
paese natale dal quale è assente da 74 anni". Quella
di cui le cronache del tempo annunciavano l´arrivo era una
personalità di primo piano, una stella di Hollywood che faceva
ritorno a casa dopo aver conquistato una fama leggendaria nel mondo
della celluloide. Era il 29 aprile 1977 e il grande regista, sceneggiatore
e produttore cinematografico, all´anagrafe Francesco Rosario
Capra, portava nella natìa Bisacquino, paese di 5 mila anime
sul limitare della provincia palermitana, il suo sogno americano
ormai giunto al traguardo. Era il dono agli amici e ai parenti invecchiati
nella terra d´origine, nella povertà e nella fatica
di umili lavori.
Emigrato a Los Angeles a sei anni, al seguito dei genitori contadini
e dei fratelli, dopo gli studi di ingegneria chimica, si avvicinò
al cinema muto alla fine degli anni Venti: gli esordi con le gag
di Mack Sennet, il contratto con la Columbia, i film della maturità
negli anni ´40 e ´50 ricompensati tre volte con l´ambitissimo
premio Oscar e una sfilza di nomination. Nella storia del cinema
rimane il primo regista che riuscì a ottenere il privilegio
di vedere scritto il suo nome prima del titolo del film: non a caso
The name above the title è il titolo della sua autobiografia.
Il Comune di Bisacquino dedicherà a Capra un´ampia
area del Museo Civico del paese - che dopo il Pitrè è
tra i più importanti per il patrimonio antropologico in Sicilia
- trasferito all´interno di un ex convento secentesco dei
padri cappuccini, che entro l´anno sarà inaugurato
e aperto al pubblico. Una sala di 80 metri quadrati e tre salette
annesse. On esposizione gigantografie riprese dai set dei film più
importanti, dai tre premi Oscar "Accadde una notte", "È
arrivata la felicità" e "L´eterna illusione"
grazie ai quali Capra conquistò un posto di primo piano a
Hollywood, a film non premiati ma ugualmente celebri, come "Arsenico
e vecchi merletti", "Proibito", "L´amaro
tè del generale Yen", alle pellicole minori. Poi la
rassegna stampa di giornali locali, nazionali e internazionali che
testimoniano tutte le tappe di una gloriosa carriera e il rapporto
del regista con il suo paese d´origine; foto d´epoca
rare e documenti storici, come la copia del passaporto che consentì
ai Capra di arrivare in America, alcuni estratti video del vastissimo
repertorio cinematografico del regista e una copia, gelosamente
custodita, del suo atto di nascita risalente al 18 maggio 1897.
Ad accompagnare l´inaugurazione del Museo, sarà una
recente pubblicazione sulla storia del paese, "Bisacquino.
Frammenti di memoria" (Pezzino editore), all´interno
della quale è stato riservato un capitolo a Frank Capra e
al rapporto con la sua città. Il curatore del libro, Salvatore
Salvaggio, capo area dei beni culturali del Comune, ricorda così
l´unica volta in cui Capra visitò in veste ufficiale
il suo paese trent´anni fa: "Era il classico siciliano
d´America, bassino e con i baffetti neri. Negli abiti e nei
modi di fare molto semplice, vestito con una giacca a quadretti
e un cappello abbinato. Aveva un aspetto buono, onesto e generoso.
Parlava un siciliano arcaico dei primi anni del Novecento e un italiano
stentato. Il giorno del suo arrivo era molto stanco e non si sentiva
bene, rimanemmo a parlare in privato per un po´ di tempo e
mi raccontò dei suoi ricordi di infanzia, della piazza del
paese ormai totalmente trasformata e di una vicina di casa, compagna
di giochi. Si ricordava ancora una cantilena - racconta ancora Salvaggio
- che cantano i bambini dalle nostre parti e del "grande mare",
l´oceano, che cullò il suo viaggio nella terra delle
promesse e delle speranze".
Fu un evento per tutta la cittadinanza invitata dal sindaco di allora.
Come tutti gli emigranti bisacquinesi, dopo gli incontri ufficiali
e la lettura dei discorsi del sindaco e del presidente della Pro
Loco Lorenzo Alesci, Capra volle salire sul Monte Triona, al santuario,
per far visita alla Madonna del Balzo, patrona del paese: "Aveva
ottant´anni, ma ci teneva moltissimo a omaggiare la Madonna
- racconta Salvaggio - sentiva molto questa devozione. Una forma
di ringraziamento per la fortuna di essere partito, ma di aver potuto
anche fare ritorno". Frank Capra morirà in California
il 3 settembre del 1991.
La Repubblica, SABATO, 03 FEBBRAIO 2007
NELLA FOTO: Un momento della storica visita di Frank Capra
a Bisacquino il 29 aprile 1977
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