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Alcune
domande sulla SS 118...
di DINO PATERNOSTRO
Una premessa è d'obbligo: ci auguriamo con tutte le nostre
forze che il progetto di ammodernamento della SS 118 vada davvero
in porto, per consentire alle popolazioni della zona del Corleonese
di avere - finalmente - un collegamento veloce e sicuro con Palermo
e la sua area metropolitana. Detto questo, non possiamo nascondere
alcune nostre perplessità. A cominciare dal modo in cui è
andata "in scena", lunedì mattina, la kermesse
di presentazione degli elaborati progettuali. Che i funzionari siano
particolarmente "sensibili" a chi comanda, per certi versi,
è nelle cose. Ma chiamare "eccellenza" il senatore
Schifani, come ha fatto l'ing. Salvatore Oliveri, direttore regionale
dell'Anas, ci sembra un "eccesso" di sensibilità,
di cui - ci auguriamo - si sarà stupito lo stesso senatore
forzista. Probabilmente, l'ing. Oliveri deve a Schifani la sua nomina
ai vertici dell'Anas siciliana, ma ciò non giustifica un
atteggiamento così palesemente subalterno.
Purtroppo, la subalternità non è mai fine a se stessa.
Essa porta a calare gli occhi e ad abbassare la schiena, fino al
punto di dare per buona una palese menzogna dell'eccellente senatore,
secondo cui quello presentato lunedì a Corleone è
il primo progetto di ammodernamento della SS 118. "Prima che
arrivassimo noi non c'era niente", ha detto Schifani. Ed Oliveri
ha annuito. Non è così. Circa 4 anni fa, un progetto
di ammodernamento era stato redatto ed illustrato dal vertici siciliani
dell'Anas, alla presenza del sindaco Pippo Cipriani e dell'on. Giuseppe
Lumia. Con un finanziamento di 50 miliardi. Adesso, come onestamente
ha ammesso l'ing. Antonio Marasco, quel progetto è stato
accantonato, perché non era adeguato agli standard di sicurezza
previsti da un decreto ministeriale del 2001. Ma c'era, e c'era
pure il finanziamento.
Solo che quello era il progetto dell'Ulivo e, quindi, bisogna "cancellarlo",
perché adesso va "in scena" il progetto del Polo.
Si potrebbe sorridere, se non fosse che entrambi i progetti erano
stati preceduti 25 anni fa dal progetto di Franz Gorgone e 40 anni
fa dall'autostrada "dei laghi" di Giovanni Gioia. Ecco,
non vorremmo che anche stavolta si tratti del solito balletto per
illudere la gente, accarezzandone i sogni.
Un'osservazione meritano alcune frasi del sindaco Nicolosi. "Il
condizionamento mafioso - secondo il sindaco di Corleone - in passato
ha pregiudicato lo sviluppo". Solo in passato, signor sindaco,
e adesso non più? Da quali elementi trae questa convinzione,
mentre tutti gli indicatori danno in crescita il potere pervasivo
e di condizionamento della Cosa Nostra di Bernardo Provenzano?
Preso dall'enfasi, Nicolosi ha sostenuto anche che l'ammodernamento
della SS 118 eliminerà il condizionamento mafioso (allora
c'è ancora!) e il condizionamento dal bisogno. Se fatto in
buona fede, è un ragionamento ingenuo. Ma Nicolosi tutto
è tranne che un ingenuo. Allora, non ci vuole molto a rendersi
conto che su una "torta" di quasi 100 milioni di euro
la mafia si butterà a capofitto, condizionandone progetti,
appalti ed esecuzione dei lavori (basta dare un'occhiata anche al
nostro microcosmo, per capire che è così). Come pensano
Nicolosi e Schifani di difendere la nostra comunità da questo
pericolo incombente? Lunedì mattina, in clima da kermesse,
nessuno ne ha parlato. Ma adesso ci aspettiamo risposte serie e
concrete.
Che per la zona del Corleonese sia fondamentale anche un migliore
collegamento con la veloce Palermo-Sciacca e con l'autostrada Palermo-Mazara
del Vallo, in grado di consentire l'accesso rapido ai mercati della
Sicilia occidentale, è un fatto risaputo. Ma agitare l'illusione
che la soluzione possa darlo il famoso progetto della "Corleone-mare",
varato dalla Provincia più di 10 anni fa, ci sembra irrispettoso
per l'intelligenza delle nostre popolazioni. Giustamente, nonostante
le insistenti ed infantili sollecitazioni del sindaco Nicolosi,
né il vice-presidente della Provincia, Giuseppe Colca, né
l'assessore provinciale alla viabilità, Filippo Cangemi,
se la sono sentita di avventurarsi su questa "strada".
"Con i 40 miliardi, che forse sono ancora disponibili, non
riusciremmo a realizzare nemmeno un lotto funzionale: sarà
necessario cercare nuovi finanziamenti", ha dichiarato, infatti,
Cangemi.
Ma, poi, chiediamoci: non sarebbe più semplice provare a
progettare una bretella di collegamento tra Corleone e la Palermo-Sciacca
nei pressi di Roccamena-Camporeale? Si dimezzerebbe il tracciato
e, conseguentemente, si ridurrebbero notevolmente i costi, accrescendo
la fattibilità dell'opera.
Ma c'è ancora qualche governante che vuole costruire "futuro"
per questa zona interna del Corleonese? Vorremmo che la nostra non
restasse una domanda retorica. Ma temiamo fortemente che lo sia.
8 luglio 2003
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