Le opposizioni: "Uno strumento inemendabile!". Ma piovono gli emendamenti della stessa maggioranza, smentendo la "concertazione" declamata dall'assessore Barbaro, che ha piantato in asso pure i sindacati
Corleone, approvato
il bilancio 2004


CORLEONE - Numeri alla mano, il bilancio del comune di Corleone (€ 8.398.310 in entrata ed in uscita) rappresenta il tipico documento contabile di un comune meridionale, dove le entrate tributarie concorrono per appena l'11% alle entrate generali (a fronte di una media nazionale del 34%), che dipendono ancora per 72% dai trasferimenti statali e regionali (a fronte del 68% della media nazionale, mentre le spese per il personale assorbono il 40% delle risorse (€ 3.317.568).
Il neo-assessore al bilancio, Marcello Barbaro (fedelissimo del sindaco Nicolò Nicolosi, che nel 2001 l'ha messo in lista per le regionali, l'anno successivo l'ha fatto nominare presidente del collegio dei revisori a Corleone e, da qualche mese, l'ha voluto a capo della gestione delle risorse finanziarie del comune, al posto dell'infido Nino Iannazzo), giura che si tratta di un documento vero, senza gli artifizi della finanza creativa in cui è esperto il ministro Tremonti, ma, al riguardo, l'opposizione ha manifestato seri dubbi.
"Tra le spese risultano ancora iscritti 286.000 euro per il pagamento degli stipendi al personale della nettezza urbana, ma da un anno il comune ha affidato il servizio alla Ciclat", ha rilevato Franco Rizzotto, un consigliere ex amico del sindaco, ma ormai da tempo all'opposizione. Ed ha rincarato la dose a proposito del piano triennale per le opere pubbliche, allegato al bilancio. "Viene prevista la trasformazione a teatro dell'ex cinema Astoria, ancora di proprietà di un privato, ma non si dice niente del campo boario, della scuola materna di contrada Punzonotto e del centro anziani di contrada Santa Lucia", ha denunciato Rizzotto. "Si pensa di ristrutturare l'ex ospedale dei Bianchi, di cui è proprietaria un'opera pia, mentre restano incomplete due ali dell'attuale ospedale, che ha il compito di curare i malati", ha aggiunto.
Accuse gravi, a cui non ha potuto rispendere l'assessore ai lavori pubblici Dino Streva (Fi) e a cui non ha voluto (o saputo?) rispondere il sindaco Nicolosi. "Si tratta di un bilancio condizionato dall'incredibile spesa di oltre un miliardo delle vecchie lire l'anno per la Ciclat, a fronte di un servizio fatiscente", ha concluso Rizzotto.
Per Salvatore Schillaci della Margherita, infine, "si tratta di un bilancio inemendabile, tanto che nessun consigliere dell'opposizione ha presentato emendamenti". In compenso ci hanno pensato i consiglieri della stessa maggioranza di centro-destra a presentarne più di una trentina, molti dei quali dichiarato tecnicamente inammissibili. E pensare che l'assessore Barbaro aveva dichiarato che lo strumento finanziario (approvato, tra l'altro, con enorme ritardo) era stato elaborato di concerto con l'intera coalizione del Polo. Ma se la concertazione con i consiglieri di maggioranza è stata come quella fatta con le organizzazioni sindacali, che ancora aspettano la convocazione dell'assessore per entrare nel merito, allora si capiscono bene i loro "maldipancia".
Dopo le dichiarazioni di voto, che il presidente Stefano Gambino ha preteso "succinte" (voleva dire sintetiche?), la sera del 23 aprile il bilancio è stato approvato con i soli voti favorevoli dei consiglieri di centro-destra.
25.4.2004

 



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