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Corleone:
dopo due lunghissimi anni
di ritardo, approvato
il regolamento
per il cottimo-appalto
CORLEONE - E' stato approvato lunedì sera dal consiglio comunale
di Corleone il regolamento per il cottimo-appalto, previsto dalla
L.R. 7/2003. Con molto, con troppo ritardo. L'art. 24 bis della
legge, infatti, dava tempo ai comuni siciliani fino al 31 dicembre
dell'anno scorso per dotarsi di uno strumento indispensabile per
garantire commesse certe alle imprese artigiane locali. Un termine
ampiamente sforato dai gruppi consiliari del centrodestra e dall'amministrazione
Nicolosi, che di dare lavoro ai corleonesi non ne hanno voluto sentire
niente.
Proprio l'enorme ritardo nell'approvazione del regolamento è
stato motivo di polemica tra maggioranza ed opposizione. Franco
Rizzotto, ex consigliere di "Patto per la Sicilia" da
tempo in rotta con la maggioranza, ha sostenuto addirittura che,
ai sensi del 7° comma dell'art. 24 bis della L.R. 7/2003, poiché
il 31 dicembre 2003 era abbondantemente scaduto, il regolamento
non si potesse più approvare. "Se l'approvate - ha detto
in aula - prendete solamente in giro gli artigiani, perché
sarà nullo". Impacciata la difesa d'ufficio dell'assessore
ai lavori pubblici, Dino Streva, secondo cui il regolamento non
poteva essere approvato prima perché mancavano i fondi per
affidare lavori agli artigiani. Una tesi contestata da Rizzotto
e dai consiglieri Salvatore Schillaci ed Antonio Troia della Margherita,
secondo i quali il regolamento - essendo solamente una fonte normativa
- poteva, anzi doveva, tranquillamente essere approvato.
Più convincente la dichiarazione dell'ing. Giuseppe Gennaro,
capo dell'Ufficio Tecnico comunale, secondo cui la conseguenza della
mancata approvazione del regolamento entro il 31 dicembre 2003 è
stata solo quella di non potere affidare lavori col cottimo-appalto.
"Adesso, invece, col regolamento approvato, se l'amministrazione
vuole può ricorrere a questo tipo di gara informale, che
consente di affidare appalti alle imprese di fiducia fino a 150.000
euro", ha spiegato il dirigente del comune.
Rizzotto non si è convinto e si è astenuto. Voto favorevole,
invece, hanno espresso tutti gli altri consiglieri.
7 aprile 2004
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