CORLEONE - E' allarme rosso per le sorti dell'ospedale di Corleone, che sta ormai imboccando la strada di un irreversibile declino, che potrebbe condurlo alla chiusura. A lanciare l'S.O.S. sono gli operatori sanitari del nosocomio corleonese, che venerdì scorso hanno incontrato l'on. Giuseppe Lumia, vice-presidente della Commissione nazionale antimafia e componente della Commissione sanità della Camera dei deputati. A preoccupare medici, infermieri e personale amministrativo sono una serie di recenti misure, adottate dal direttore generale dell'Asl 6, dott. Salvatore Iacolino, che indeboliscono notevolmente la struttura sanitaria. A cominciare dalla soppressione della divisione di ortopedia, dalla mancata attivazione della divisione di pediatria, dalla drastica riduzione del personale sanitario dal servizio di radiologia, fino alla soppressione della direzione sanitaria ed amministrativa, accorpate al presidio ospedaliero di Partitico, la cui delibera è adesso all'esame dell'assessore regionale alla sanità. Se a questo si aggiunge che, già l'anno scorso, l'Asl 6 era riuscita a perdere un finanziamento di circa 8 milioni di euro per il completamento della nuova ala ospedaliera, presentando in ritardo il progetto, allora il quadro si fa davvero allarmante.
"Ormai abbiamo capito - ha detto il dott. Giuseppe Musacchia, intervenendo all'incontro - la strategia dei vertici dell'Azienda. Per ora riducono drasticamente la funzionalità del presidio, per poter dire fra qualche anno che non si riescono a garantire i livelli minimi di assistenza e chiudere tutto, come stanno facendo con Palazzo Adriano". "La verità à - hanno aggiunto altri operatori - che la politica del centrodestra ha abbandonato l'area del Corleonese, a cominciare dai due presidi ospedalieri di Palazzo Adriano e Corleone. Ci avevano detto che, accorpando l'ospedale di Palazzo Adriano con l'ospedale di Corleone, avremmo avuto un polo sanitario forte, capace di garantire adeguati servizi ai cittadini di questa nostra vasta area interna. Ci abbiamo creduto e adesso Palazzo l'hanno già chiuso e la stessa sorte preparano per Corleone". "Ma la zona di Corleone e la zona di Partinico non sono aree omogenee - ha sottolineato il dott. Dino Paternostro, coordinatore amministrativo del Distretto Sanitario di Corleone - anzi sono collegate da una strada provinciale malmessa e tutta curve. Allora il rischio è quello di un allarmante abbassamento dei livelli di assistenza sanitaria in tutta la zona interna del Corleonese. Per evitarlo, occorre riuscire a bloccare la delibera di accorpamento del nostro presidio ospedaliero con Partinico".
Condivisione e sostegno all'analisi degli operatori sanitari di Corleone sono state espressi dall'on. Lumia, che si è dichiarato disponibile a sostenere tutte le iniziative necessarie per salvare e potenziare il presidio ospedaliero corleonese. "E' sotto gli occhi di tutti che, negli ultimi cinque anni, il centrodestra ha utilizzato Corleone per le sue operazioni clientelari e di potere. Ha tenuto in vita l'ospedale di Palazzo Adriano per nominare una serie di primari "amici", e poi l'ha buttato a mare. Adesso sta facendo lo stesso con Corleone. Potremmo dire compiaciuti "noi ve l'avevamo detto", ma non ci consola avere ragione. Adesso dobbiamo fermare questa corsa all'indebolimento dei servizi sul territorio. Per farlo, però, è necessaria la mobilitazione degli operatori sanitari e di tutti i cittadini. Solo con la lotta potremo bloccare la delibera di accorpamento e rilanciare una politica di potenziamento di questa importante struttura sanitaria, punto di riferimento per un ampio bacino a cavallo tra le province di Palermo, Agrigento e Trapani".
Alla fine dell'incontro, si è deciso di redigere un documento di protesta, di convocare un'assemblea cittadina e di chiedere per i prossimi giorni un incontro con l'assessore regionale alla sanità e col direttore Iacolino. "E non ci fermeremo, se non saranno raggiunti risultati concreti e positivi", hanno detto i presenti.
ma.pro.
27 gennaio 2007

 



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