Scrive Lino Buscemi su "La Repubblica" di Palermo di mercoledì 19 maggio (nella rubrica "Mi consenta") che sono tanti i cittadini indignati che, in questi giorni, si chiedono come si possano ancora sopportare le "follie elettorali" di tanti candidati alle europee. A cominciare dalle "demagogiche e costose iniziative amministrative di candidati che, ricoprendo pubblici incarichi, non disdegnano di materializzare oggi tutto ciò che hanno promesso per anni". Continuando (in terra di Sicilia, dove c'è una disoccupazione galoppante e una diffusa povertà) con "l'uso massiccio di denaro degli aspiranti eurodeputati" per stampare e affiggere selvaggiamente "centinaia di migliaia di manifesti (di tutti i formati) e autoadesivi con slogan spocchiosi e banali". E poi ancora con "l'eccessivo acquisto di spazi televisivi per diffondere ripetitivi messaggi". E infine (questo vale per chi ha incarichi pubblici), non rinunciando ad utilizzare "l'auto blu, fax, e-mail, telefonini e quant'altro, i cui costi ricadono sulla collettività".
"Perfino l'Ars è costretta ad approvare una mozione per avvertire i candidati che ricoprono cariche di governo e di amministrazione locale di non strafare". Peccato che "a vigilare sui nostri governanti-candidati perché non facciano uso improprio e illegittimo delle funzioni pubbliche sia stato chiamato... quello stesso governo regionale che ha metà della sua squadra in corsa per Strasburgo.

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Le "follie elettorali" non ci vengono risparmiate nemmeno dai "potenti" di casa nostra. Chi si avvicina di questi tempi al municipio di Corleone, per esempio, rischia di scambiarlo per la segreteria elettorale del sindaco. Sui tavoli delle stanze "blindate" non c'é un centimetro quadrato senza fac-simili e materiale di propaganda del deputato-sindaco in corsa per l'Europa sotto la fiamma di Alleanza Nazionale. Un esempio "edificante" di come si piegano e si umiliano le istituzioni pubbliche.

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Ma questo è niente. In questi giorni a Corleone è tutto un pullulare di iniziative vergognosamente elettoralistiche, dove i confini tra pubblico e privato ormai non si distinguono più. Qualche giorno fa, per dirne una, l'assessore all'agricoltura Vincenzo Labbruzzo si è inventato l'iniziativa di convocare tutti gli allevatori per discutere del piano sanitario zootecnico. Ospite d'onore, ovviamente, era il sindaco-candidato, "valletto" il dirigente dell'Ufficio veterinario del Distretto Usl di Corleone. Bravi, bravissimi.

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Per dirne un'altra, oggi l'associazione diabetici, di cui è presidente un uomo al di sopra delle parti... Pippo Cardella, capogruppo di "Patto per la Sicilia" (lo stesso partito del sindaco-candidato, federato con AN), tiene un convegno per illustrare le iniziative realizzate negli ultimi sei mesi. Ospite d'onore, ancora ovviamente, il sindaco-candidato. "Valletti" annunciati, stavolta, saranno il direttore generale dell'Ausl 6, Guido Catalano, il direttore del distretto sanitario di Corleone, Nino Colletti, il direttore sanitario dell'ospedale, Luigi Aprea, e qualche medico specialita. Ancora bravi, bravissimi.

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Ma non è finita. In questi giorni, le famiglie corleonesi che sono state allietate dalla nascita di bambini si vedono arrivare a casa delle lettere personalizzate della sezione di Alleanza Nazionale, con cui ci si complimenta per il/la nuovo/a nato/a, indicato/a per nome, si ricorda che c'è una legge nazionale che garantisce loro un assegno economico e si indica la sezione di AN come luogo per avere ulteriori informazioni. Dove sta lo scandalo? Nel fatto semplicissimo che la sezione di AN abbia in tempo reale le generalità complete e l'indirizzo dei nuovi nati, che dovrebbero essere in possesso solo dell'ufficio anagrafe e stato civile del comune, e tutelati dalla severissima legge sulla privacy.
Anche in questo caso, si piegano gli uffici pubblici a fini privati e si calpestano le leggi dello Stato per sostenere la campagna elettorale del sindaco-candidato... sotto le insegne di AN. Bravi, bravissimi pure stavolta.
E siamo sicuri che ancora non è finita...

20 maggio 2004

 



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