 |
Perchè il regolamento
è stato approvato solo adesso?
di DINO PATERNOSTRO
Pur di colpire col veleno dell'insinuazione il suo predecessore
(l'ex sindaco diessino Pippo Cipriani), Nicolò Nicolosi non
ha esitato a penalizzare per due anni tutti gli artigiani corleonesi,
cancellando di fatto l'albo di fiducia delle imprese locali, a cui
attingere per l'affidamento di piccoli lavori fino a 150 mila euro.
In un esposto-denuncia, depositato alla Procura della Repubblica
di Termini Imerese nel 2003, infatti, il sindaco del Polo sostenne
che Cipriani, quando guidava l'amministrazione comunale, avesse
appaltato lavori alla Edilgamma, tra i cui soci figurava Michele
Gariffo, nipote del capo dei capi di Cosa Nostra, Bernardo Provenzano.
Come dire: altro che sindaco antimafia questo Cipriani, che invece
dava lavori ad imprese mafiose. E a nulla erano valse le spiegazioni
di quest'ultimo, secondo cui all'epoca dell'affidamento l'impresa
aveva tutti i documenti in regola, compresa la certificazione antimafia
rilasciata dalla Prefettura di Palermo.
Ovviamente, dovendo sostenere la tesi che, con l'albo delle imprese
di fiducia, si rischiava di dare lavori alla mafia, Nicolosi non
poteva che bloccare questa procedura, che pure - negli anni precedenti
- aveva dato una boccata d'ossigeno a tanti artigiani corleonesi.
E ciò col silenzio-complice degli assessori e dei consiglieri
comunali di maggioranza. Ha resistito su questa posizione per tutto
il 2002. Nel mese di aprile del 2003, alla vigilia delle elezioni
provinciali, fece affiggere un avviso - firmato da lui e dall'assessore
Vincenzo Labruzzo -con cui invitava gli artigiani corleonesi a fare
istanza per l'iscrizione all'albo delle imprese locali. Passate
le elezioni, però, l'iniziativa non ebbe alcun seguito, proprio
perché era una semplice operazione elettorale.
Ora, messo alle strette dalla gravissima crisi dell'economia locale,
dalle proteste della CNA e di tutta l'opposizione (e, forse, pensando
anche che a giugno sarà candidato alle europee nelle liste
di AN), si è convinto a dare il "via libera" al
regolamento per la costituzione dell'albo di fiducia delle imprese
locali. Ora Nicolosi sembra non temere più la possibilità
di infiltrazioni mafiose. Ora tutti i suoi assessori e i suoi consiglieri
sembrano essere diventati "padrini" dell'iniziativa. Miseria
della politica, che però in questi ultimi due anni ha provocato
l'emigrazione forzata al nord di centinaia di giovani corleonesi
in cerca di lavoro. Comunque, adesso il regolamento c'è,
in tempi brevi (se ci sarà la volontà politica) si
potrà costituire l'albo delle imprese di fiducia, che così
potranno godere di una boccata d'ossigeno. Speriamo anche che ci
saranno i finanziamenti e i progetti necessari per utilizzarlo.
Ovviamente, vigilando per impedire le possibili infiltrazioni mafiose.
7.4.2004
P.S. Come al solito, stile ed eleganza sono i piatti forti dell'assessore
Dino Streva e dell'allegra combriccola di Forza Italia. Il giorno
del Venerdì Santo hanno fatto tappezzare le mura del paese
(da operai impiegati nel servizio civico e con un automezzo comunale!)
tanti manifesti col simbolo del loro partito, con cui mettono il
cappello sul regolamento approvato. A parte la lealtà nei
confronti dei loro alleati del Polo, non spiegano - Streva &
Soci - perché ci hanno messo due lunghissimi anni per partorirlo.
Non chiedono scusa agli artigiani per il danno arrecato alle loro
imprese. Solamente si pavoneggiano per averlo approvato. Come al
solito, miserie della politica corleonese...
"Da due anni - dice il capogruppo della Margherita, Salvatore
Schillaci - ho presentato interrogazioni e interpellanze per sollecitare
l'affidamento dei lavori alle nostre imprese artigiane, mediante
il cottimo fiduciario, senza essere ascoltato. Adesso i manifesti
trionfalistici di Forza Italia sono davvero di pessimo gusto".
|
|
|