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La visita degli studenti francesi
Quel fascino di Corleone...
di DINO PATERNOSTRO
CORLEONE - Non hanno saputo rinunciare a visitare Corleone gli studenti
francesi del Licée Tecnique "Charles de Feaucauld"
di Nancy, gemellato con l'Istituto Superiore d'Istruzione "Calogero
Di Vincenti", che ha sede a Bisacquino, ma è frequentato
da ragazzi di tutta la zona del Corleonese. E mercoledì scorso,
insieme ai loro colleghi siciliani, che da una settimana li ospitano,
sono "sbarcati" nel paese del "Padrino", per
poter almeno dire al loro ritorno a casa "Si, l'abbiamo visto".
"Inutile nasconderlo - confessa Claire Mascolo, l'insegnante
che, col collega Jean-Francois Hokey, li accompagnava - la curiosità
di vedere il paese della mafia c'era. Abbiamo imparato, però,
che la stragrande maggioranza dei corleonesi sono persone perbene,
che lavorano e vogliono vivere onestamente".
Gli uomini di Cosa Nostra gli studenti francesi li hanno visti in
fotografia, nei locali di San Ludovico, che ospita il Centro di
documentazione antimafia. Luciano Liggio in un'aula di tribunale,
ammanettato dai carabinieri, il viso feroce di Leoluca Bagarella
tra due poliziotti, Totò Riina subito dopo l'arresto del
gennaio 1993 e Bernardo Provenzano nell'unica sua foto, che risale
al 1959, e nelle ricostruzioni più o meno verisimili fatte
al computer. Ma è stato spiegato loro che Corleone è
una città molto antica, che ha partecipato ai principali
eventi storici della Sicilia, a cominciare dai Vespri del 1292,
e che ha dato i natali a ben due santi: Leoluca e Bernardo. E' stato
spiegato loro che Corleone può vantare anche un movimento
antimafia antico quanto la mafia, che ha avuto i suoi martiri in
uomini come Bernardino Verro, Placido Rizzotto, Luciano Nicoletti,
Andrea Orlando e Giovanni Zangara, tutti assassinati - in epoche
diverse - dai killer di Cosa Nostra. "Una storia davvero affascinante,
a tinte forti", hanno commentato i ragazzi.
Dino Paternostro
21.04.2004
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