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All'Ill.mo Sig. Direttore
del quotidiano "La Sicilia"
CATANIA
Egregio Direttore,
solo oggi ho potuto leggere l'articolo dal titolo: "Corleone,
la nuova acpitale dell'antimafia" del suo giornale del 7 maggio
u.s. a firma di Gianni Bonina.
Mi corre l'obbligo d'intervenire per correggere qualcosa. Tralascio
certe notizie imperfette che mi riguardano personalmente, ma c'è
qualcosa che, nel modo più assoluto, deve essere corretta.
1) Non c'era conoscenza tra me e il Liggio; ci si vedeva casualmente
come si incontravano tutti i compaesani allorché il Liggio
non era ancora in mafia e non si andava a ballare insieme, ma per
caso ci si imbatteva tutti nei pubblici veglioni e tutti ci si rivolgeva
la parola come concittadini di un piccolo centro.
2) Non mi frego le mani divertito parlando di nobili presunti o
veri.
3) Non ho detto che Francesco Bentivegna fuggiva "come un brigante",
anche se aveva qualche pecca. Assolutamente. Non ho fatto apprezzamenti
sul suo mezzobusto.
4) A me personalmente il dr. Navarra non chiese mai di fargli compagnia
e non capisco cosa significhi quel: ... lo sapeva vicino al boss
nascente...". Se è quello che credo di capire, la cosa
potrebbe avere risvolti giudiziari.
5) E' assurdo che io abbia detto che Placido Rizzotto fosse amico
di Riina. Questa è una cosa grave e seria e la S.V. deve
cortesemente smentire questo presunto mio detto. Non ho potuto infatti
dire ciò perché non ho mai visto né conosciuto
Riina il quale non poteva essere amico del Rizzotto perché
alla morte di questi era solo un ragazzino. Posso giustificare l'articolista
perché nella sua memoria avrà sovrapposto due nomi.
Io infatti dissi di aver visto, in tempi assai lontani, parlare
in pubblica piazza, davanti a tutti, Placido Rizzotto e Luciano
Liggio quando questi era ancora un anonimo cittadino ed in paese
ci si incontrava e si parlava con chicchessia. Non ho mai saputo
né detto che Placido Rizzotto fosse "amico" di
Riina così bcome scritto dall'articolista. Del resto, fermarsi
a parlare per strada non presuppone amicizia. Comunque la invito
cordialmente a smentire quanto io smentisco con la presente. Le
asserzioni del giornalista potrebbero portare gravi e seri problemi.
L'articolista ha riportato più di una inesattezza.
Infatti:
1) Io non ho mai adottato un "orfano polacco". Da dove
è uscita fuori questa storia? Io ho adottato, ma non un "orfano
polacco".
2) Non è stato Riina ad uccidere Navarra nel 1958, almeno
a sentire i processi.
3) Maria Patti non versò lacrime sul libro che le regalai.
4) Kofi Annan non è mai, mai, mai venuto a Corleone.
Certo del suo interessamento, protestando la simpatia che ho sempre
avuto per il suo giornale, la saluto distintamente.
Elio Maria Manfredi
12 maggio 2004
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