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Nessuno ha la bacchetta
magica
di DINO PATERNOSTRO
Nessuno ha la bacchetta magica per creare lavoro e sviluppo a Corleone
e in Sicilia. Ma in questi ultimi anni si sta davvero vanificando
quello che faticosamente era stato costruito negli anni precedenti.
I Patti territoriali, i prestiti d'onore, il sostegno alle imprese
che assumevano manodopera stavano creando un'inversione di tendenza.
Il Polo al governo ha smantellato tutto, puntando sull'effetto-annuncio
di grandi opere (come il fantomatico ponte sullo stretto), che stanno
producendo disillusione ed emigrazione.
Gli effetti, come si legge nel racconto di Giuseppe, si stanno facendo
sentire pesantemente anche a Corleone. Ma nei comuni del circondario
si sta anche peggio. Ormai vi sono interi paesi, come Campofiorito,
Contessa Entellina, Chiusa Sclafani, Giuliana, Palazzo Adriano e
Prizzi, abitati solo da vecchi e bambini (sempre di meno).
Le amministrazioni comunali - a parte la pessima qualità
dei gruppi dirigenti del Polo - annaspano per far quadrare i conti,
a fronte dei tagli al trasferimento della spesa operati a Roma da
Berlusconi e a Palermo da Cuffaro. Si confezionano ricette incredibili
a base di grandi opere (annunciate) e di riduzione delle imposte
(per i ricchi), e i nostri giovani sono costretti ad emigrare. Senza
valigia di cartone, d'accordo (oggi si usano gli zaini), ma anche
senza nessuna voglia di tornare. La scolarizzazione di massa, infatti,
ha dato a tutti gli strumenti minimi per integrarsi anche al Nord,
per cui un nostro ragazzo è facile che a Milano, a Torino
o a Padova incontri una ragazza, si sposi, metta su casa, faccia
figli e senta poi il bisogno di tornare a Corleone solo 15 giorni
l'anno per far visita ai vecchi genitori.
Non era questo il futuro che sognavamo. Non è questo il futuro
che vogliamo. Ma per costruire un futuro migliore, non si può
non partire dal "licenziamento" in tronco dei governi
del Polo: a Roma, a Palermo e a Corleone.
5.4.04
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