Corleone
(*codi*) - Ha preso il via venerdì mattina, com'era ampiamente
prevedibile, la guerra dei ricorsi e dei contro ricorsi tra il neo
sindaco di An Nino Iannazzo e Nicolò Nicolosi, l'ex sindaco
sconfitto, come si ricorderà per soli tre voti al ballottaggio.
Due i ricorsi presentati al Tar di Palermo contro l'elezione di Iannazzo.
Il primo è stato presentato dall'avv. Girolamo Rubino per incarico
di Nicolosi, il secondo dal prof. Giuseppe Fazio su mandato di alcuni
elettori di Corleone, primo firmatario l'architetto Arcangelo Ruffino.
Tra i ricorrenti anche Salvatore Schillaci, candidatosi a sindaco,
sconfitto al primo turno e apparentatosi poi con Nicolosi, e Mario
Lanza (Fi), della lista "Azzurri per Corleone", eletto qualche
giorno fa alla presidenza del consiglio comunale. Nei ricorsi vengono
contestati almeno 200 voti attribuiti a Iannazzo. I ricorrenti ipotizzano
"con elementi concreti di prova" che la coalizione che ha
sostenuto la candidatura dell'esponente di An, si sia servita di un
sistema dettagliato e diffuso di controllo del voto di moltissimi
elettori per assicurare il successo del proprio candidato. "Ritenevamo
che il controllo del voto fosse più agevole al primo turno,
quando si esprimevano preferenze - spiega Nicolosi - abbiamo visto
che un modo differenziato di votare, che tra l'altro è un reato
penale, è avvenuto (al ballottaggio ndr) ripetendo il nome,
disegnando i simboli, scrivendo i nomi sotto i simboli. Questo, in
qualche misura, può essere avvenuto anche tra gli elettori
che hanno votato per me, dall'altra parte invece è un voto
scientifico". Quando facciamo notare che questo è un reato
penale, l'ex sindaco ci risponde che "il risvolto penale in questo
momento non ci interessa; Corleone ha bisogno che la legalità
si affermi e, nel momento in cui si vota per eleggere il governo della
città, il rispetto delle regole deve essere massimo. Questo
rispetto delle regole è stato violato". Gli facciamo notare
anche che ufficialmente vi è una sola scheda contestata nella
seconda sezione. Nicolosi ci risponde: "Quella è la sola
scheda contestata da un nostro rappresentante di lista. Si sono verificati
molti casi in cui, invece di segnare il nome del candidato già
scritto sulla lista, è stato riscritto il nome del mio avversario
in vari modi. Queste cose i rappresentanti di lista non le sanno e
quindi non le hanno contestate". Nicolosi ammette che la sua
coalizione aveva rappresentanti di lista in ogni sezione, ma, afferma
che dall'altra parte c'era "una presenza militarizzata, sia durante
la campagna elettorale, che nel corso del ballottaggio ed uno squadrismo
di strada che è stato anche presente in certe forme presso
i seggi elettorali". Dura la replica del sindaco Nino Iannazzo:
"Abbiamo dato mandato allo studio dell'avv. Pitruzzella - dice
- di presentare un contro ricorso a quello della coalizione Nicolosi,
che vorrei puntualizzare ancora non ci è stato notificato.
Abbiamo elementi per credere che l'attuale vantaggio, conseguito in
sede di spoglio, potrà certamente aumentare". "Crediamo
- aggiunge - che i seggi elettorali siano stati formati su indicazione
della Corte d'Appello di Palermo e composti da soggetti certamente
che si sono manifestati imparziali nelle operazioni di voto e di scrutinio.
Ciò è confermato, dal fatto che vi è una sola
scheda contestata da parte della coalizione di Nicolosi, peraltro
di dubbia attribuzione. L'ex sindaco in ogni seggio ha designato rappresentanti
di lista, che nulla hanno eccepito durante le operazioni di scrutinio".
"L'on. Nicolosi - conclude Iannazzo - si assume la responsabilità
delle dichiarazioni rese, che saranno oggetto di una nostra valutazione
per la proposizione di una denuncia penale, in quanto le reputiamo
infondate e frutto di un nervosismo dettato dall'amarezza della sconfitta
e dalla perdita del potere. Ricordo, infatti, che il sottoscritto
si è candidato contro il sindaco uscente, che si è coalizzato
con altri due candidati a sindaco sconfitti al primo turno. Condivido
la sua affermazione sul rispetto delle regole della legalità
per l'elezione delle massime autorità comunali. Per questo
chiederemo alla magistratura penale di verificare la correttezza del
voto da ambedue le parti". Cosmo Di Carlo 23 giugno 2007