Nicola Petralia, consigliere comunale dello Sdi, si è incatenato in piazza per protestare contro il pericolo di chiusura dell'ospedale.
E denuncia: "Perchè questo assordante silenzio da parte del sindaco del mio paese?"


PALAZZO ADRIANO - In generale la trovata non è molto originale, ma a Palazzo Adriano non era mai successo ed ha suscitato lo stesso molto scalpore. Giovedì 22 aprile Nicola Petralia, consigliere di opposizione dello Sdi, si è incatenato a "piazza grande", che alcuni anni fa è stata il set di "Nuovo Cinema Paradiso" di Peppuccio Tornatore, per protestare contro "la cappa di silenzio ormai assordante" che copre la vicenda del ridimensionamento dell'ospedale cittadino, che sembra preludere ad una sua chiusura.
Giovedì pomeriggio a Palazzo Adriano c'era una troupe televisiva de "La vita in diretta", che però non ha voluto filmare la sorprendente protesta di Petralia. "Gli scopi della nostra presenza qui sono altri", pare abbia detto la giornalista al consigliere comunale che chiedeva "visibilità" per la sua performance. E, con i tempi che corrono in Rai, c'è da capirla!
In compenso, attorno a Petralia si sono radunate decine e decine di persone, curiose e solidali con la sua battaglia. Guardavano le sue catene e leggevano i due cartelloni, esposti accanto a lui, dove stavano scritti tanti "No": alla perdita dell'autonomia e allo smembramento del nostro ospedale, alla soppressione dei posti letto della pediatria, alla negazione del diritto alla tutela della salute de questa popolazione.
In effetti, da anni la sopravvivenza dell'ospedale "Regina Margherita" di Palazzo Adriano è in bilico. Ma, con l'atto aziendale approvato dall'Ausl 6 di Palermo nel marzo scorso, la vicenda sembra volgere verso un inglorioso epilogo. Il documento prevede, infatti, l'integrazione di questo ospedale con quello di Corleone. "Più che un'integrazione, però, si deve parlare di un accorpamento", denuncia Petralia. "Infatti - spiega - il piano prevede la soppressione della direzione sanitaria, della direzione amministrativa, della divisione di pediatria e della farmacia del Regina Margherita, e la trasformazione di tutte le nostre divisioni ospedaliere in unità operative semplici. Se non è la chiusura, poco ci manca".
"A novembre dell'anno scorso - racconta Petralia - avevo presentato un'interrogazione al sindaco per chiedergli di coinvolgere l'intero consiglio comunale e la popolazione nella battaglia per salvare l'ospedale, e lui si era impegnato a farlo se la situazione fosse precipitata. Purtroppo, però, da allora il consiglio comunale non si è più riunito, nonostante l'atto aziendale approvato dal direttore generale dell'Ausl 6. A questo punto, l'unica soluzione per far sentire la voce dei palazzesi è stata quella di incatenarmi in piazza".
Se servirà o meno questa forma di protesta, saranno gli avvenimenti dei prossimi giorni a dirlo. Intanto a Palazzo Adriano si è costituito un comitato cittadino di protesta, a cui aderiscono alcune decine di persone rappresentative della piccola comunità: i segretari di Cgil, Cisl e Uil, la Cna, i due parroci, qualche consigliere comunale, componenti di associazioni e cittadini comuni.
25.4.04

 



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