Dopo 15 anni, sono stato nuovamente eletto consigliere comunale della mia città. Era dal lontano 1992, da quando avevo rassegnato le dimissioni per protestare contro l'occupazione del "Palazzo" da parte della famigerata giunta Cianciminiani-Psi, che non mettevo più piede nell'aula consiliare. Per me è un onore ed una grande responsabilità tornare a far parte della massima assemblea cittadina. Ringrazio gli elettori, che questo onore mi hanno voluto dare, e prometto loro che farò di tutto per essere all'altezza delle loro aspettative.
Da circa nove anni sono il segretario della Camera del lavoro di Corleone, intestata a Placido Rizzotto. Anche questa carica l'ho sempre considerata un grande onore ed una grande responsabilità. Mi sono battuto con le mie modeste forze per la difesa dei diritti, portando avanti iniziative politico-culturali per il recupero della memoria storica delle lotte contadine ed alcune vertenze contro aziende pubbliche e private. E non mi sono tirato indietro (grazie anche al sostegno e alla solidarietà ricevuti) nemmeno dopo il gravissimo atto di intimidazione nei miei confronti, avvenuto la notte del 28 gennaio 2006. Un'intimidazione ancora più grave ed inquietante, se si pensa (lo avremmo appreso qualche mese dopo) che proprio in quel periodo Bernardo Provenzano era latitante a circa due chilometri da Corleone.
In vista delle elezioni amministrative del 13 e 14 maggio, mi è stata chiesta la disponibilità a candidarmi nella lista per il consiglio comunale ed io l'ho data, nella convinzione di poter contribuire alla battaglia politica per l'affermazione dei valori di libertà, giustizia e solidarietà, in cui ho sempre creduto. E l'ho data anche nella consapevolezza di poter testimoniare l'impegno della sinistra nella lotta contro la mafia, in una trincea difficile come quella di Corleone. Pur nel difficile contesto di un centrosinistra diviso e di un Polo che sembra aver "incantato" tanti cittadini corleonesi, i consensi ricevuti mi danno l'entusiasmo e la forza di portare anche nelle istituzioni cittadine le ansie e i bisogni dei cittadini onesti di Corleone.
La città oggi ha un sindaco della Casa delle libertà, che non è il sindaco che avrei voluto. Ma, per i prossimi 5 anni (salvo un ribaltamento del risultato, a seguito del ricorso che sta presentando l'ex sindaco Nicolosi), è il sindaco di Corleone. Con lui e con la sua giunta ci dovremo confrontare per tentare di dare soluzione ai tanti problemi della città. Mi auguro che il sindaco Iannazzo e la sua giunta si ricordino ogni giorno di avere avuto appena la metà dei consensi elettorali dei cittadini. Mi auguro che si ricordino che oggi Corleone è divisa a metà. Spetta a loro dimostrare di essere gli amministratori di tutti e non solo della loro metà. Da parte mia, svolgerò il ruolo a cui mi hanno chiamato gli elettori, quello di indirizzo e di controllo dell'attività dell'amministrazione comunale. Senza cedimenti e senza accanimenti. Mi auguro di poter fare questo insieme agli altri tre consiglieri del centrosinistra e agli otto consiglieri delle liste civiche che hanno sostenuto Nicolosi. Ma sarebbe bello (e segno di maturità politico-istituzionale) se anche gli otto consiglieri del Polo, piuttosto che fare "i cani da guardia" dell'amministrazione comunale, assumessero quel ruolo di indirizzo e di controllo, che la legge affida a ciascun consigliere comunale.
Dino Paternostro
2 giugno 2007

P.S. Il primo consiglio pubblico che mi permetto di dare al sindaco Iannazzo è quello di lasciar perdere "le vendette" e le "ritorsioni" nei confronti degli avversari politici (in particolar modo dei dipendenti comunali). Non è il modo migliore per "pacificare" Corleone. Ai dipendenti bisogna chiedere lealtà istituzionale, ma rispettandone le convinzioni politiche. (d.p.)


 



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