L'OPINIONE
Cosa nasconde
la SS118 Corleone Marineo?


di Roberto Tagliavia

Il recente annunzio, dato dagli on.li Nicolosi (Sindaco di Corleone) e Schifani (capogruppo di F.I. alla Camera), relativo al finanziamento del riadattamento della strada di collegamento Corleone-Marineo per una cifra pari a 100 milioni di euro suscita stupore e inquietudine.
Già trenta anni fa la necessità di un collegamento veloce tra Corleone e Palermo fu presentata dall'on. Gioia (DC) come la motivazione principale per disegnare un asse stradale che, passando per Marineo o addirittura per Piana (progetto successivo), avrebbe sconvolto aree di indubbio pregio ambientale. Erano altri tempi e prevaleva una idea "Palermocentrica", di una metropoli al centro di una raggiera di collegamenti mirati con importanti comuni della provincia. La conseguenza è stata la congestione nella e sulla città di un traffico veicolare che spesso non avrebbe alcun motivo di passare per la conca d'oro.
Oggi l'esistenza di grandi assi da e per Palermo (la Palermo-Catania e Messina, la Palermo-Mazara, la Palermo-Agrigento e, soprattutto, la Palermo-Sciacca) hanno risolto alcuni dei problemi presenti quaranta anni fa e rendono possibili altre soluzioni, più economiche e utili per la integrazione della provincia.
Per andare rapidamente da Corleone a Palermo basta adeguare il tratto di strada che da Corleone va ad intercettare la Palermo-Sciacca tra Roccamena e San Cipirrello: è un tratto breve, in una zona con minori squilibri altimetrici e ha il merito di proseguire un adeguamento del collegamento tra i comuni del corleonese già operato da tempo in direzione della Palermo Agrigento verso Lercara.

Questo asse stradale disegna una lunga arteria, tutta interna alla zona agricola e collinare della provincia di Palermo capace di intercettare, al massimo della sua estensione, dalla Pa-Ct alla Pa-Mazara, oltre alla Pa-Ag e alla Pa-Sciacca.
Quel breve tratto da Corleone alla Pa-Sciacca è dunque un tratto suscettibile di completare una opera grandiosa, utile all'interno della provincia di Palermo, e che appare indispensabile integrare anche con l'adeguamento del tratto che collega la Palermo-Sciacca (svincolo di San Cipirrello) con Partinico e con l'autostrada per Punta Raisi o Mazara.
Un collegamento diretto, dunque, con l'aeroporto di Punta Raisi bypassando la congestione del traffico palermitano; una diretta che partendo fin dalla Valle del Torto, attraverso il corleonese e l'Alto-Belice, arriva su Partinico, zona a vocazione agroindustriale, naturale collo d'imbuto delle zone agricole sia della provincia di Palermo che di parte di quella trapanese.
Non si capisce invece quale beneficio possa nascere dal finanziamento di un'opera costosa tra Corleone e Marineo (?!) quando i fondi disponibili potrebbero essere riversati su questo significativo asse agricolo, o almeno sul segmento tra Corleone-SanCipirrello-Partinico, integrando quelli già esistenti ma insufficienti.

Anni fa, prima come responsabile di zona del PCI nel corleonese, poi come componente della segreteria provinciale mi sono battuto per questo progetto e il PCI legò a quell'idea l'insediamento di un'importante area artigianale a San Cipirrello, punto cruciale e d'incontro fra la Corleone-Partinico e la Palermo-Sciacca, destinato a diventare per la sua posizione una zona d'indubbio sviluppo e attrazione anche per aziende artigiane provenienti dalla città.
Questi progetti erano tanto validi che divennero parte del programma della giunta provinciale Di Benedetto (con la presenza del PCI) e dei progetti Sirap. Successivamente, come consigliere provinciale, purtroppo mi toccò votare per la revoca del finanziamento della Corleone-Partinico, che si era impantanato nella vicenda relativa all'appalto costato la vita a uno dei fratelli Ranieri. Così pure, come componente del gabinetto Parisi (assessore per l'artigianato del governo Campione), mi toccò registrare il congelamento dell'area artigianale di San Cipirrello incappata, insieme ad altre, nella fallimentare gestione della SIRAP: due esempi di come ottime idee possano essere bruciate da volontà speculative.
Oggi, il riapparire di questo strampalato progetto Corleone Marineo mi fa pensare che dietro quegli esisti negativi forse vi era la pervicace volontà di bloccare ogni progetto che non fosse quello previsto dall'on. Gioia e oggi ripescato da Nicolosi e Schifani: …ma queste potrebbero essere solo ubbie di fantapolitica!

Ciò che resta è l'assurdità di voler trasformare un collegamento, oggi più che funzionale, in un grande asse per sostenere un traffico che non c'è e che allontana, invece di avvicinare, Corleone alla città di Palermo; né, per altro, si comprende per quali ragioni il percorso per il reperimento delle risorse necessarie alla progettazione della Corleone-Marineo debba essere stato "silenzioso", secondo quanto dichiarato dallo stesso on. Schifani; perché si sia voluto scegliere una via riservata per arrivare a presentare un "fatto compiuto" (?!) in una materia che non riguarda solo i corleonesi ma che è un interesse collettivo e primario di tutti i cittadini della Provincia di Palermo.
Si dice che una tale opera serve a valorizzare lo sviluppo turistico e commerciale della zona. Allora comprendiamo tutto!
Questa strada Corleone Marineo in realtà servirà a facilitare la penetrazione di un'area di altissimo valore naturalistico, la valle dello Scanzano e il Bosco di Ficuzza con la magnifica quinta della Rocca Busambra.
E' difficile capire perché la bella strada che oggi lambisce Ficuzza, punteggiata da filari di cipressi, tra i pascoli e le estensioni di coltivazioni di grano, debba essere sostituita da una superstrada se non in vista di una urbanizzazione incontenibile dell'intero pianoro tra Piana degli Albanesi, Ficuzza e Marineo. E' facile immaginare, invece, le colate di cemento, i villini e i devastanti insediamenti commerciali che seguiranno l'ampliamento della strada come abbiamo già visto sorgere, in prossimità di Bolognetta, sulla Palermo-Agrigento.

Se si parla di turismo, proprio le caratteristiche della zona chiedono invece che si mantengano strade a lenta percorrenza, come sanno bene in Toscana o in Trentino dove il tracking e i soggiorni agroturistici trovano la loro prima ragione di successo nel rispetto dei luoghi e della dimensione naturale, lontani dal traffico e dalla fretta.
Quella zona ha semmai bisogno di essere animata per forme di turismo di qualità e convegnistica capaci di apportare risorse ad attività agricole che, da quelle, possono ricevere un incentivo al loro ulteriore miglioramento.
Servono, dunque, strade a lenta percorrenza in prossimità di Ficuzza e strade veloci, invece, per collegare Corleone a Palermo, a Partinico e a Punta Raisi, attraverso lo snodo di San Cipirrello, creando un asse attrezzato utile alle attività agroindustriali e artigianali dell'Alto Belice: questi devono essere i due capisaldi di una politica della spesa di risorse limitate, che devono essere semmai concentrate per favorire sviluppo e non devastazione ambientale e speculazione edilizia.
Colpisce il fatto che lo stesso vicepresidente della Provincia Colca e l'assessore Cangemi abbiano sentito di dover ricordare che la Provincia è intestataria di un finanziamento, insufficiente, proprio per l'adeguamento della Partinico-Corleone. Un bell'esempio di conflitto d'interessi e di mancanza di programmazione!

Palermo 11 luglio 2003
Roberto Tagliavia
componente della Direzione Regionale DS

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