CHI SIAMO

Questo sito è gestito dall'Associazione culturale "Città Nuove" di Corleone, costituita nel luglio del 1999, che svolge diverse attività nel campo della "comunicazione".
La principale è la pubblicazione della rivista omonima, la cui "avventura" è iniziata nell'ottobre 1989.
Quasi 12 anni di pubblicazioni, per un giornale locale, non sono pochi. Allora cominciammo, un po' per gioco e un po' seriamente, grazie alla disponibilità di Stefano Cassina, direttore responsabile de "Lo Studente", che ci mise gratuitamente a disposizione alcune pagine del suo giornale. L'obiettivo era quello di dare voce alla zona del Corleonese.
Nel 1991 registrammo la testata col nome di "Corleonese-notizie", cominciando a camminare da soli. Cioè, grazie alla collaborazione disinteressata di ragazze e ragazzi di questi nostri paesi, animati dalla voglia di dire, raccontare e dare voce al nostro territorio. Grazie ai nostri lettori, che hanno cominciato ad affezionarsi a queste nostre pagine "imbrattate d'inchiostro. E grazie, infine, a tante piccole ditte, che, con le loro inserzioni, ci hanno permesso di provare (sempre fortunosamente) a pareggiare i conti.
Nel 1992 "Corleonese-notizie" cambiò nome: divenne "Città Nuove". Una testata-progetto, cioè. Il progetto di incoraggiare e sostenere la nascita di "nuove città", libere dalla mafia e dal malaffare. In questi dodici anni il mondo è cambiato ed è cambiato anche il nostro micro-mondo. Abbiamo provato a seguire questi cambiamenti, ad incoraggiarli, quando li condividevamo, e ad osteggiarli - nel nostro piccolo - quando pensavamo che fossero sbagliati. Nell'aprile del '91, per esempio, abbiamo lanciato un grido d'allarme per i primi segnali diffusione del consumo di droga, pagando un prezzo molto alto: il tentativo d'incendio della nostra redazione.
Oggi, purtroppo, nei nostri paesi lo spaccio e il consumo di droga leggera è un dato assodato, di cui molto spesso parlano le cronache. Ma comincia a fare capolino anche il consumo (e quindi lo spaccio) di droga pesante. Ed è impossibile che Cosa Nostra non ci abbia messo lo zampino, nonostante la sottovalutazione del fenomeno da parte delle forze dell'ordine.
Abbiamo denunciato - dieci anni fa - quello che sembrava lo strapotere intramontabile della Democrazia Cristiana, che da qualche anno invece è tramontato. Abbiamo incoraggiato la nascita della nuova classe dirigente, favorita dalla rivolta morale seguita alle stragi di Capaci e di via D'Amelio e a Tangentopoli. Ma oggi siamo costretti o denunciare anche alcune manifestazioni non proprio adamantine del Nuovo Potere della sinistra e del centro-sinistra.
Abbiamo gridato, in tempi non sospetti, in tempi in cui non era di moda, in tempi in cui non esistevano i "professionisti dell'antimafia", che a Corleone c'era la mafia più potente ed organizzata della Sicilia, che condizionava la politica, l'economia e la vita civile delle nostre comunità. Per qualcuno, era un'opera di diffamazione del nostro paese, salvo a ricredersi (o a tacere) quando si sono avute le prove provate che avevamo ragione. Abbiamo gioito della nuova capacità di Corleone di "parlare" al mondo, di "comunicare" fiducia e speranza di futuro, e - ovviamente nel nostro piccolo - ci siamo fatti ambasciatori di questo nuovo messaqgio. Oggi - ironia della sorte - ci tocca tirare per la giacca e richiamare alla realtà chi pensa che a Corleone la mafia sia scomparsa o ridotta a pura delinquenza, anche a rischio di apparire "bastian contrari". Però, nonostante tutto, niente può più tornare come prima. La nuova Corleone e la nuova zona del Corleonese potranno pure proseguire a zig-zag lungo la strada della rinascita, ma non potranno più tornare indietro, agli anni '80, per intenderci. E' una convinzione e, insieme, una speranza la nostra. Vale la pena coltivarle, però. E, per farlo adeguatamente, pensiamo ci sia ancora bisogno di "Ciftà Nuove". Oggi non si tratta più di sopperire alla non-informazione da parte della stampa regionale e nazionale, com'era negli anni '80 e nei primi degli anni '90. Oggi, Corleone e i comuni della zona sanno comunicare di più e meglio e sanno conquistarsi anche gli spazi di cronaca positiva, anche perchè producono fatti positivi.
"Città Nuove", dunque, per continuare od essere utile deve cambiare pelle, deve trasformarsi di più in una rivista capace di riflettere e di fare riflettere sugli avvenimenti, di scavarvi o fondo, di immaginare futuro. Ci stiamo provando, anche con questo sito internet, col quale contiamo davvero di comunicare col "Mondo", oltre il "cortile di casa". Aiutateci.


Dino Paternostro
Presidente dell'associazione
Culturale "Città Nuove"

 









 

 

 

 

 

 

 



 

 

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